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Gačanski park

1. Borna – principe del popolo Gačani (dux Guduscanorum). Nella storiografia croata il principe Borna fino ai tempi più recenti figurava come un personaggio storico negativo. Tale interpretazione tendenziosa viene cambiata nella storiografia recente e con questo anche il ruolo di Borna nello sviluppo della costituzione dello stato croato. Negli annali dei Franchi viene citato come “dux Guduscanorum” cioè come il principe del popolo Gačani. È la più antica annotazione etnologica nella storia quella di Gačanin, nella derivazione latina, a dire il vero. Più tardi, Borna viene menzionato come “dux Dalmatiae” cioè come il principe della Dalmazia il che significa che aveva evidentemente, esteso il suo regno nella regione del Sud ed infine, nel 821, viene menzionato come “dux Dalmatiae atque Liburniae” il che significa che si era impadronito anche della Liburnia. Borna è il primo principe croato che ha regnato sul ampio territorio croato a partire dal fiume Arsa (Raša) in Istria fino al fiume Cettina (Cetina) nella Dalmazia del sud ed ha gettato i fondamenti del primo stato croato medievale. Evidentemente è stato appositamente scelto dalla potente Franconia per instaurare il potere di vassallo sulla costa orientale dell`Adriatico come contrappeso nei confronti del potere bizantino fino allora sussistito. A Heristal venne accolto, insieme agli emissari di Gačani, dallo stesso imperatore Lodovico il Pio il che conferma la sua posizione e il suo potere. Anche se non ci sono le prove in merito, si presume che si sia convertito al cristianesimo, cosa che non si può dire con certezza per tutto il popolo. Borna è stato evidentemente all`altezza del compito storico ed ha sfruttato l`occasione storica per fondare lo stato croato medievale. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Mate Čvrljak di Labin (Albona) – Croatia.

2. Constantino VII Porfirogenito (ha regnato dal 945 – 958) – l`imperatore e lo scrittore bizantino. Ha scritto l`opera intitolata in latino “De administrando imperio” (Come governare l`impero). Si ritiene che l`opera sia stata terminata intorno al 950. Senza quest`opera la storia croata dell`alta epoca sarebbe di certo incompleta. Vi si menziona, per la prima volta, il nome Gacka (ΓΟΥΤΖΗΚΑ) che in greco si legge come Gutzeha. Altresì, per la prima volta nella storia si menzione la funzione e l`onore del bano (ΒΟΆΝΟΣ). Inoltre, ed è un fatto estremamente importante, Porfirogenito cita che tutte le contee croate erano governate dai principi, eccetto Gacka, Lika (Lica) (ΛΙΤΖΑ) e Krbava (Corbavia) (ΚΡΙΒΑΣΑ), contee particolarmente importanti, che erano governate dal bano. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Toni Marić di Mostar – Bosnia ed Erzegovina.

3. Lastra di Bescanuova – è il più antico documento scritto croato. “la pietra preziosa della lingua croata”. Originariamente serviva come il dossale dell`altare nella chiesa di St. Lucia a Jurandvor sull`isola di Veglia (Krk). Si ritiene che la lastra sia stata scolpita intorno al 110. Per Otočac la Lastra di Bescanuova è importante perché nella sua ultima riga c`è scritto in dialetto croato ciacavo in caratteri glagolitici: “I biše v ti dni Mikula v Otočci s svetuju Luciju v jedino”, il che significa in croato moderno che l`abbazia di St. Nicola a Otočac aveva la “filiale” di St. Lucia sull`isola di Veglia (Krk), rispettivamente l`antica abbazia di Otočac si è estesa sull`isola di Veglia (Krk) nei tempi in cui il re Zvonimir si era impadronito dell`isola, abolendo il potere bizantino sussistito per secoli. Visto che il Bisanzio permetteva le lingue popolari nella liturgia (mentre all`Occidente era in uso esclusivamente la lingua latina), evidentemente sull`isola di Veglia si usavano la liturgia paleoslava e i caratteri glagolitici. Con la messa di detta regione sotto il governo croato l`amministrazione statale ed ecclesiastica si estende dalla terraferma sull`isola, mentre dall`isola sulla terraferma si espandono la lingua popolare e l`alfabeto glagolitico. Sulla Lastra di Bescanuova si menziona “Zv'nimir kral hrvatski' (Re croato Zvonimir). È la più antica annotazione contenente la parola “croato”. Tramite l`abbazia di St. Nicola Otočac ha avuto il privilegio di essere iscritto sulla Lastra di Bescanuova, questo “foglio di battesimo croato”, nel dialetto croato ciacavo, in caratteri croati glagolitici. Il motivo è stato eseguito dallo scultore Janko Mošnja di Pola – Croatia.

4. Bernardus de Gecka – il precettore di Gacka. Il Fratello Bernardo (frater Bernardus) si menziona nel 1245 come precettore de Gecka, cioè come capo della regione dell`Ordine dei Templari in Gacka. Evidentemente si tratta del precettorato nella regione di Gacka, ma purtroppo sono rimasti pochi documenti storici che ne parlano. A dire il vero, prima di lui, nel 1217 si menziona il fratello Lambert de Geizka, però non nel ruolo del precettore e siccome l`organizzazione gerarchica dell`Ordine dei Templari era molto complessa c`è solo da presumere il suo ruolo precettore. Nella gerarchia dei Templari il precettore appartiene all`ordine gerarchico inferiore dei Templari nell`ambito del quale lui è addetto all`organizzazione ed alla gestione delle attività in una determinata località, in questo caso in Gacka. Il re croato ed ungherese Andrea II diede Gacka in possesso dei Templari nel 1219, in segno di ringraziamento per la loro partecipazione nella crociata nel 1217, e loro la mantennero fino al 1268, quando, a causa dei loro dissidi, la persero, ricevendo in cambio, dal re, Dubica, mentre due anni più tardi Gacka venne data dal re a Dujam II, principe di Veglia. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Ivan Briski di Zagabria (Zagreb) – Croatia.

5. Dujam II di Veglia – questo principe diventò capostipite del suo casato e lo si collega con il re napoletano Carlo II. Costui, nel 1300, gli donò, con atto di donazione, la contea Gacka e l`area di Otočac (comitatus Gezega; terra Otozaz). Questa annotazione di Gacka e di Otočac non è la più antica, però è molto anziana ed incontestabile. Dujam II fu molto impegnato negli eventi di agitazione sul trono ungarico e per questo suo impegno il giovane re Carlo, in segno di ringraziamento, gli confermò con il documento pubblico la contea Gacka e la città di Otočac (castrum Othochach). I principi di Veglia (più tardi, i principi Frankopan) regnarono Gacka dal 1300 fino al 1469 quando Gacka fu loro sottratta dal re ungarico Mattia Corvino (Mátyás Hunyadi), il quale fondò la capitaneria di Segna (Senj), l`inizio dei Confini Militari (tra la Croazia, Bosnia e Dalmazia nord-occidentale). Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Janez Pirnat di Lubiana – Slovenia.

6. Papa Pio II (pontificato 1458 – 1464) – fondatore della diocesi di Otočac, fu un importante incitatore della resistenza contro le invasioni ottomane in Europa. Siccome i principi Frankopan erano in ottimi rapporti con questo Papa, il 5 marzo 1460 il Papa costituì, con la bolla, la Diocesi di Otočac, proclamando Otočac la città (civitas). Da dire che la costituzione della Diocesi di Otočac non era soltanto il risultato degli ottimi rapporti tra il Papa e i Frankopan, ma era anche il risultato dei suoi sforzi politici tesi alla consolidazione di tutto il territorio, mediante fondazione delle nuove diocesi, per impedire le invasioni degli Ottomani. Il Papa tentò anche di organizzare la crociata contro gli Ottomani così che nel 1459 convocò a Mantova tutti i sovrani europei. Però, per mancanza di appoggio, detta crociata non è stata mai realizzata. Questo Papa rimarrà ricordato come l`unico Papa (regnante) il quale era disposto, nel XV secolo, a combattere contro gli Ottomani nei loro tentativi di occupare l`Occidente. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore Šime Vidulin di Pola (Pula) – Croatia.

7. Sigismondo (Žikmund) Frankopan (1434 – 1486) – l`ultimo Frankopan il quale regnò Otočac e Gacka. Nel 1466 si sottomise al re ungarico e croato Mattia Corvino il quale, dopo la morte di Frankopan, mise sotto la sua giurisdizione sia Gacka che Otočac, nonché molti altri latifondi dei dignitari e formò la Capitaneria di Segna (Senj), come territorio particolare destinato ad impedire le invasioni ottomane. Žikmund Frankopan (Sigismundus de Francapanibus), dopo la morte di suo padre il bano Mikula (Nicola), ebbe in eredità Gacka e le città Otočac, Prozor, Dabar e Vrhovine. A Otočac lui fece costruire il suo castello, naturalmente al di fuori delle mura fortificate della città di Otočac, mentre dal Papa Pio II ebbe la diocesi. Così ottenne il diritto di scegliere i vescovi e la sua fama si dilagò non soltanto tra i fratelli, ma anche altrove. Perciò è stato di larga mano con le prebende alla diocesi. Siccome morì senza eredi maschi i suoi possedimenti continuarono ad essere governati dal fratello Martin Frankopan. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Gabriele Gottoli di Verona – Italia.

8. Vinko de Andreis (vescovo dal 1493 – 1520) – uno dei cinque vescovi di Otočac, grande diplomatico. È stato uno dei più importanti e uno dei più influenti vescovi di Otočac. Nacque a Traù (Trogir) nel 1441, studiò la filosofia e la teologia a Zara (Zadar) e a Perugia. Il papa Alessandro VI lo nominò vescovo isolano nel 1493. Lui fu il primo vescovo che ebbe residenza a Otočac. Il vescovo Vinko è stato un eccellente diplomatico al servizio dei principi Frankopan (specialmente Bernardin Frankopan), dei pontefici e dei regnanti. Nel 1515 il papa lo nominò il suo incaricato per Illirico. Nello stesso anno divenne il suo incaricato per l`Ungheria Siccome Vinko governava la diocesi di Otočac all`epoca delle intense battaglie con gli Ottomani, nel chiedere l`aiuto per la Croazia aggredita fece da mediatore tra il Papa Leone X e il bano croato e vescovo Petar Berislavić. Il Papa mandò aiuto in denaro, in grano e in armi. Vinko intervenne anche presso il re Ladislao II ed assicurò ancora 7.000 ducati per la difesa della Croazia. Nella parrocchia Otočac è conservato il suo sigillo vescovile. Il bassorilievo è stato eseguito è stata eseguita dallo scultore accademico Sandra Nejašmić di Postira sull`isola di Brazza (Brač) – Croatia.

9. Borgiano Illirico V e VI – i libri glagolitici manoscritti provenienti da Gacka. Il saper leggere e scrivere glagolitico sul territorio di Gacka, Lica (Lika) e Corbavia (Krbava) era molto sviluppato ed importante. Nascevano in lingua croata e paleoslava i numerosi manoscritti in forma di messali, breviari e raccolte di saggi e molte altre memorie laiche. Purtroppo, nessuno dei libri succitati è stato conservato sul luogo di origine, bensì i libri venivano portati via verso il Litorale croato e l`isola di Veglia e in Istria. Il motivo per cui ciò avvenne erano i tempi di guerra instabili e l`avanzata sempre più forte degli Ottomani verso l`Occidente. Borgiano Illirico VI è il breviario scritto nel 1387 nei dintorni di Dabar ed è conservato nella Biblioteca apostolica a Vaticano. Lo scrittore Fabian annota: “A tada biše knez Anž (Ivan Frankopan) gospodin Krku i Gacki i Senju i veće” (Allora c`era il principe Anž (Ivan Frankopan) signore di Veglia (Krk) e di Gacka e di Segna (Senj) ed oltre) . Borgiano Illirico V è il breviario terminato nel 1379. Anch`esso è conservato nella Biblioteca apostolica a Vaticano. Sull`ultimo foglio c`è scritto che per errore di un certo pope Radoš questo breviario era caduto in mano dei Turchi e che gli abitanti avevano raccolto i mezzi per riscattarlo. La trascrizione del documento di raccolta dei mezzi per il riscatto di detto breviario è depositata nelle fondamenta del nuovo palazzo della Biblioteca Nazionale e Universitaria di Zagabria. L`autore delle iniziali è lo scrittore Marčelo Starčić di Canfanaro (Kanfanar) – Croatia.

10. Breviario di Dabar – è un libro manoscritto molto importante, proveniente dalla regione di Gacka, di Dabar, datata nel 1486. In tale epoca Dabar era evidentemente un centro glagolitico importante ed anche Borgiano Illirico VI e V sono legati a Dabar. Il breviario di Dabar è scritto al termine dell`epoca in cui i libri venivano manoscritti perché fra un paio di decenni la pressa tipografica assumerà il primato assoluto. A conferma che il breviario provenga da Dabar ne testimonia la seguente annotazione manoscritta: “A to pisah ja pop’ Stipan’ ta račun zgoru dogovoran’ budući z brat’jom mojom’ Mikulom’ Beroićem i Ivanom Tom’šićem a ti od plemena Dabran i Zagorac’ a pri tom’ biše i veće brat’e naše a va to doba bihu velike teškoće i nevolčje od Turak’ a ta br(vi)jal ta e crikv’ce s(ve)toga Kuz'me i Dom'jana v Dab'ri”. Questo breviario ha molte bellissime iniziali (la più famosa è la lettera V) ed è custodito presso l`Accademia croata di scienze e arti (HAZU). Appartiene ai codici medievali glagolitici. Il motivo delle iniziali è stato eseguito dallo scultore Marčelo Starčić di Canfanaro (Kanfanar) – Croatia.

11. Raccolta di Kolunić – è un libro manoscritto ornato modestamente, però scritto in caratteri glagolitici croati molto belli e facilmente leggibili. Nella dedica annotata dal vicario Leonardo, la cui trascrizione è stata terminata il 7 luglio 1486, si legge una potente massima: “da je knjigam teško priti, igdo knjige počtuje, daje knjigam ipočtovan” (chi rispetta i libri i libro lo rispettano). Questa raccolta ha preso il nome dal suo trascrittore Broz Kolunić il quale ha svolto il suo lavoro nel villaggio Kneža Vas, vicino a Otočac. La lingua usata da Kolunić in questa raccolta è una vera lotta tra il dialetto popolare ciacavo e la lingua croata morta della chiesa. La raccolta di Kolunić fa parte della ricca letteratura medievale la quale è rimasta in stretto collegamento coi movimenti letterari europei di quel`epoca. Il motivo delle iniziali è stato eseguito dallo scultore accademico Carlos Roberto Monge Sanchez del Messico.

12. Urban di Otočac – il canonico e il tipografo di Segna (Senj) il quale ha lavorato nella tipografia di Blaž Baromić. Il suo cognome non è noto, ma a giudicare dal suo sopranome “di Otočac” evidentemente è di provenienza da Otočac. Non si sa quando è nato né quale era il suo destino né quando è morto. Però quello che lo determina in campo della letteratura glagolitica è il fatto che lui è stato tipografo delle varie edizioni glagolitiche. Nel 1507/08 è annotato tra i tipografi delle prime opere glagolitiche. Nell`annotazione del Manipolo del parroco c`è scritto: “Ke knige b(i)še komponene i korežene po domini Urbani z otočca i potomasu dkonu kanonicih crikve senske...”, mentre nell`annotazione del Transito di St. Geronimo: 'Komponene i korežene Urbanom' i tomasom' kanon(i)cih' crkve senske' e nel Quarisemale del frate Rupert: “I te knige biše komponene i korežene dominom Urbanom' i Tomasom' Katridarićem, kanonicih rečene crikve senske”. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore Šime Vidulin di Pola (Pula) – Croatia.

13. Capitaneria di Otočac (1540 – 1746) – fu creata nel XVI secolo, ma non si conosce la data esatta della sua fondazione. Si sviluppò al seno dei Confini militari del Litorale. Comprendeva il territorio di Gacka, eccetto la zona di Brinje. La Capitaneria di Otočac persisté, nelle lotte contro gli Ottomani, fino alla costituzione dei nuovi Confini militari nel 1746 quando fu fondato il Reggimento di Otočac. Il motivo di Otočac medievale, la città sull`acqua, simbolico per la Capitaneria di Otočac, è stato eseguito dallo scultore Janko Mošnja di Pola (Pula) – Croatia.

14. Battaglia presso le rocce di Giorgio (16-10-1663) – la prima importante vittoria croata sugli Ottomani prima della sconfitta sul Campo di Corbavia (Krbava). È rimasta nell`ombra storica anche se si può equiparare in tutto alla battaglia di Corbavia la quale, però, fu la sconfitta croata, mentre la battaglia presso le rocce di Giorgio fu la vittoria croata. Sulla scultura c`è la figura di Petar Zrinski, comandante di questa battaglia e sopra la figura c`è scritto il suo motto: “Vincere aut mori”. Petar Zrinski (06-06-1621 – 30-04-1671), dopo la morte di Nikola Zrinski, divenne il bano croato nel 1668. È stato un grande guerriero che si è reso celebre in molte battaglie ed in particolare quando, con 300 combattenti croati, mise in rotta 1.400 soldati di Deli-pascià Badanjković ed, anche, quando con 2.000 combattenti sbaragliò 8.000 soldati di Ali-pascià Čengić nella Battaglia presso le rocce di Giorgio vicino a Otočac. È stato un grande eroe e guerriero così che il re gli diede nome di “scudo del cristianesimo e fantasma contro i Turchi”. È stato giustiziato a Wiener Neustadt nel 1671. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Gabriele Gottoli di Verona – Italia.

15. Battaglia presso le rocce di Giorgio – Fran Krsto Frankopan (04-03-1643 – 30-04-1671) da giovane ha comandato, insieme al suo cognato Petar Zrinski, nella Battaglia presso le rocce di Giorgio. Come capitano di Ogulin si era distinto nelle lotte contro gli Ottomani. È stato giustiziato a Wiener Neustadt nel 1671 e con la sua morte si spegne la famosa stirpe di Frankopan. La sua massima più nota era: “Navik on živi ki zgine pošteno” (vive per sempre chi perisce onesto) e la stessa è incisa sopra la sua figura sulla scultura. Ha fatto gli studi in patria, in Austria ed in Italia e nella sua epoca lui è stato una persona molto colta ed istruita la quale parlava più lingue straniere. Scriveva la poesia in croato e in latino. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Gabriele Gottoli di Verona – Italia.

16. Ivan Dominik Vukasović (1737 – 1799) – sacerdote e scrittore, nato a Segna (Senj), ben posizionato nei circoli ecclesiastici, ma anche ben radicato nell`ambiente del popolo come curatore d`anime dello stesso. Vukasović fu trasferito d`ufficio nel 1774 da Perušić e divenne parroco di Otočac nella regione di Gacka (in tale epoca esisteva solo la parrocchia di Otočac e tutte le parrocchie autonome odierne erano le sue cappellanie ). Ad Otočac si trattenne ben 18 anni fino al 1792 all`incirca quando fu trasferito alla Diocesi di Zagabria in veste di canonico. Lui è stato costruttore e rinnovatore di molti edifici ecclesiastici (cappella dell`Annunciazione della Beata Vergine a Poljice). La sua opera più importante, da lui scritta nel 1777 in lingua tedesca, è intitolata:”La nuova descrizione geografica e storica dei Generali di Karlovac nell`ambito del Regno della Croazia (1777). Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico George Dan Istrate della Romania.

17. Figura di Otočac – la figura di Otočac (Ototschaner) è la rappresentazione simbolica del Reggimento di Otočac (1746 – 1881). Il Reggimento di Otočac (Ototschaner Regiment N° 2) fu create il 4 agosto 1746 nell`ambito della riforma dei Confini Militari durante il regno di Maria Teresa . Comprendeva il territorio a partire dal Mare Adriatico (eccetto Segna) fino al confine con la Bosnia, coprendo quasi la metà settentrionale dell`odierna Regione Ličko-senjska (di Lica e di Segna). La sede del reggimento era a Otočac la quale, per questo motivo, ha assunto tutte le funzioni urbane ed economiche per tutto il territorio sotto la sua giurisdizione. Il Reggimento di Otočac è stata ufficialmente abolito nel 1881 con la smilitarizzazione dei Confini Militari. Il bassorilievo di Otočac è stato eseguito dallo scultore accademico Korbinian Huber della Germania.

18. Nikola Maštrović (1791 – 1851) – soldato, nato a Makarska nel 1843, assume la carica di generale di brigata del Reggimento di Otočac. Anche se Maštrović ha soggiornato a Otočac solo alcuni anni e cioè a partire dal 1843 fino al 1849, per quel breve periodo di tempo è rimasto impresso nella memoria come “padre della regione” grazie alla sua bontà per i poveri abitanti di confine (Confinari). Ha contribuito allo sviluppo economico e spirituale del territorio di Gacka e di Corbavia (Orbava), in parte, anche, della regione di Lica (Lika) e di Podgorje, ha curato lo sviluppo dell`istruzione pubblica e dell`allestimento delle scuole a Otočac. È stato costruttore delle strade, ha cercato di gestire razionalmente l`economia forestale e i corsi d`acqua, ha dato impulso alla costruzione delle chiese nei luoghi dove le chiese non c`erano, ha fatto rinnovare le vecchie chiese esistenti, allestendole con il necessario inventario ecclesiastico. Durante il suo soggiorno a Otočac, nel Reggimento di Otočac nessuno è morto di fame e i malati venivano assistiti. Negli anni critici 1845 e 1846 acquistava con il proprio denaro il grano per gli abitanti di confine. Nel 1845, ha fatto stampare, alle proprie spese, il libretto intitolato”Knjiga gospodina oberstara Maštrovića svoijem Otočanom” (Libro del signor oberstar Maštrović di Otočac). All`inizio del 1844 ha organizzato a Otočac una compagnia di attori la quale si esibiva negli spettacoli in lingua croata, molto prima, quindi, rispetto alle recite in lingua croata organizzate a Zagabria. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Carlos Roberto Monge Sanchez del Messico.

19. Nikola Mašić (1852 – 1902) – pittore, nato a Otočac nel 1852 nella ricca famiglia di commercianti. Da giovane andò all`estero per tentare di studiare la pittura a Vienna, però a causa della salute precaria interruppe gli studi che in seguito continuò a Graz per poi terminarle definitivamente a Monaco di Baviera. Nel 1880 tornò in Croazia dove continuò a creare i suoi famosi dipinti della regione Posavina. Nel 1884 venne nominato professore nella nuova Scuola Reale degli artigiani e fu eletto per la carica di maestro di disegno all`Università Croata. Nel 1888 fu eletto dall`Accademia jugoslava di scienze e arti per la carica di direttore della Galleria accademica di Strossmayer dove rimase fino alla morte. La Croazia gli ha reso stima mentre visse, inserendolo nell`Album dei Croati benemeriti del XIX secolo. Al suo tempo era più stimato all`estero che in patria. Mašić è il più importante nome artistico proveniente da Gacka. Una via di Otočac porta il suo nome. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Saša Stanišić del Montenegro.

20. Stjepan Sarkotić (1858 – 1939) – soldato, nato a Sinac nella famiglia dei militari. Ha compiuto gli studi all`Accademia militare a Wiener Neustadt, nonché gli studi alla Scuola di guerra. Ebbe una brillante carriera militare e già nel 1911 fu promosso a sottomaresciallo, subentrando nel 1912 al nobile Svetozar Borojević, come generale di comando del sesto Distretto reale ungherese della milizia territoriale e della milizia territoriale croata e della Slavonia, con sede a Zagabria. Nel 1914 l`imperatore Francesco Giuseppe lo nominò alla carica di generale di comando in Bosnia ed Erzegovina e in Dalmazia, con i poteri del governatore militare. In questa carica, Sarkotić teneva tutto il potere in Bosnia ed Erzegovina e in Dalmazia. Il momento più glorioso della carriera militare e politica di Sarkotić è stato quello in cui era l`ultimo capo nazionale della Bosnia ed Erzegovina e amministratore militare della Dalmazia e del Montenegro conquistato. Il 3 novembre 1918 rimise questa sua alta carica al Comitato principale del Consiglio popolare del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (SHS) per la Bosnia ed Erzegovina, lottando fino all`ultimo respiro per gli interessi dei Croati in Croazia e in Bosnia ed Erzegovina. Sarkotić è stato uno dei più ardenti fautori della trasformazione della Monarchia in tre unità statali (trialismo). Propose all`imperatore l`annessione della Bosnia ed Erzegovina alla Croazia. Dopo aver terminato la sua carriera militare, Sarkotić non rimase passivo. Visse per un breve periodo di tempo in Croazia, dopo di ché si trasferì a Vienna dove morì e dove fu sepolto. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore Janko Mošnja di Pola (Pula) – Croatia.

21. Vladimir Varićak (1885 – 1942) – matematico, nato in Švica nel 1865. Si è laureato in matematica e in fisica alla Facoltà di filosofia di Zagabria. Dapprima ha lavorato come professore della scuola media per tutta la Croazia e poi, nel 1891, ha acquisito il titolo di master alla stessa Facoltà di filosofia di Zagabria. Dal 1889 fino al 1942 è stato capo della Cattedra di matematica e dal 1925 fino al 1928 ha diretto il Seminario geometrico alla Facoltà di filosofia. Dal 1903 è stato membro dell`Accademia croata di scienze e arti (HAZU) (JAZU). Inoltre, è stato membro dell`Accademia ceca di scienze e dell`Accademia Serbia di Scienze e Arti (SANU). Ha partecipato come collaboratore nella redazione dell`Enciclopedia croata. In particolare, si è interessato alla geometria non euclidica e le applicazioni della stessa sulla teoria di relatività di Einstein. Ha tenuto corrispondenza con Einstein dal 1909 fino al 1913. È stato fra i primi che si è occupato dell`operato di Ruggero Boscovich, contribuendo in modo significativo all`analisi della sua attività matematica. Le sue opere in campo della geometria non euclidica e della teoria della relatività hanno suscitato un vasto eco nei circoli scientifici internazionali dove venivano molto citate. Dott. Vladimiro Varićak è stato uno stimato scienziato con la reputazione mondiale, uno dei più rinomati specialisti europei in materia della teoria della relatività di Einstein. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Ljubo de Karina di Brseč – Croatia.

22. Jucci Kellerman (1921 – 1993) – attrice e produttrice, nata in Švica nel 1921. Il suo vero nome è Julka Kellerman (suo padre era di origine tedesca), però la vita l`ha portato in Italia dove ha seguito la carriera cinematografica. In Italia ha collaborato con molti rinomati registi e attori, come Roberto Rossellini, Anna Magnani, Federico Fellini, Marcello Taglieri, Massimo Girotti, Carlo Ninchi, Vittorio De Sica e Mario Soldati. Durante la sua carriera decennale ha girato nove film di successo. La fine della sua carriera è stato il matrimonio con il noto scrittore e regista Mario Soldati, quando si ritirò dalla scena, continuando ad occuparsi dei lavori di produzione nel film ed alla televisione. Jucci Kellerman è l`unico nome cinematografico nato in Gacka (alla quale tornava spesso) il quale ha realizzato un`invidiabile carriera cinematografica internazionale (ciò si riferisce in particolare ai film “Desiderio” e “L`amore”). Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Jasna Šimunović di Zagabria (Zagreb) – Croatia.

23. Alfons Dalma (1919 – 1999) – giornalista e pubblicista, nato a Otočac, sotto il vero nome Stjepan Tomičić. Già all`età di 17 anni andò a Zagabria dove ha lavorato come giornalista indipendente per il giornale cattolico “Guardia croata”. Ha iniziato a lavorare come traduttore presso l`Agenzia croata per giornalisti” È stato corrispondente da Parigi. Nel 1939 comincia a lavorare per il giornale cattolico “Voce croata”. Dopo la costituzione dello stato Indipendente Croato e dopo il divieto di pubblicazione di detto giornale Tomičić passa all`agenzia giornalistica Croazia. Nel 1945 si fece largo fino a Vienna e poi fino a Salisburgo quando ha cambiato il nome in Alfonso Dalma. Oltre a scrivere ed a redigere alcuni giornali importanti in lingua tedesca, il culmine della sua carriera fu la nomina alla carica di redattore capo alla televisione ORF. Per il suo operato Dalma è stato insignito di più decorazioni europee. Oltre ad essere giornalista, Dalma è stato pubblicista e traduttore. Ha fatto pubblicare 11 libri in totale, parlando in essi prevalentemente della vita politica. Come traduttore Dalma ha tradotto in lingua tedesca anche l`opera di Giovanni Guareschi (Don Camillo un Peppone). Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Amancio Gonzales Andres della Spagna.

24. Karlo Mirth (1917 – 2013) – pubblicista, nato a Otočac. A Zagabria ha terminato gli studi di economia forestale. Già come studente della scuola media ha fatto pubblicare gli articoli nei giornali “Unione di Lica”, “Quotidiano croato” e “Popolo croato”. Nel 1945 emigrò in Italia nel campo degli emigranti. All`Università di Roma fece gli studi di giornalismo e in Spagna studiò la lingua e la cultura spagnola. In seguito partì per Gli Stati Uniti dove ha studiato la biblioteconomia e l`informatica, ottenendo il titolo universitario di master. Ha fondato il rinomato periodico “Croazia Press”, divulgando in esso la verità sulla Croazia. È stato per dieci volte presidente dell`Accademia croata in America (Croatian Academy of America). Nel 1993 fu proclamato presidente perpetuo onorario della stessa. Nel 1958 Mirth ha fondato il periodico di cultura e di scienza “Journal of Croatian Studies” al quale erano abbonate le rinomate università americane e mondiali come Harvard, Yale, Columbia, le biblioteche di Stanford e di Berkley, poi molte università in Canada, nell` Europa occidentale e in Australia, nonché nei paesi dell`Europa orientale come la Polonia, la Cecoslovacchia e l`Ungheria. “Journal of Croatian Studies” è diventato, durante il periodo quarantenne della sua pubblicazione, il più grande periodico croato in America. Karlo Mirth, pubblicista, redattore, poliglotta, editore e saggista è stato la più importante figura intellettuale della diaspora croata in America nella seconda metà del XX secolo nella lotta per gli interessi nazionali croati. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore Marčelo Starčić di Canfanaro (Kanfanar) – Croatia.

25. Josip Barković (1918 – 2011) – scrittore, nato a Otočac. Ha frequentato la scuola elementare e il ginnasio a Otočac e l`istituto magistrale a Gospić e a Karlovac. A Zagabria si è iscritto alla Facoltà di lettere e filosofia, però la guerra gli ha impedito di terminare gli studi. Dal 1945 diventa redattore delle trasmissioni informative e di cultura della Radio Zagabria. Ha lavorato alla redazione del settimanale “Avanti” e poi è stato redattore della rubrica di cultura dello stesso giornale. È stato redattore dei periodici “Fonte” e “Circoli” e poi redattore capo della rubrica di cultura di “Corriere”. Dal 1976 fino al 1978 è stato presidente dell`Associazione degli scrittori della Croazia. Barković è stato uno scrittore impegnato, noto al vasto pubblico letterario per i suoi romanzi “Figli di libertà” e “Valle dell`infanzia” e per otto romanzi psicologici con la tematica sociale e il destino dell`individuo, nonché per sei raccolte di racconti tra le quali c`è “Ragazzo verde”, dedicato ai lettori più giovani ed, infine, per la sua storia antologica “Mela”, senza la quale sarebbe difficilmente immaginare la solida antologia della prosa moderna croata. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scrittore accademico Vincent Di Vincenzo del Canada.

26. Zlatko Šimunović (1936 – 1995) – pittore, nato a Otočac. Nel 1962 ha terminato l`Accademia di belle arti a Zagabria, nella classe di M. Tartaglia. In seguito diventa collaboratore presso lo Studio artistico del Maestro K. Hegedušić. Si è reso celebre, al livello mondiale, per le sue varie forme spaziali trasformabili. Nell`enciclopedia di Larousse intitolata “Arte e forma artistica” del 1970 è stato citato come uno tra una ventina di artisti, nell`ex Jugoslavia, orientati verso le soluzioni artistiche geometriche cioè verso il cosiddetto geometrismo. Le sue soluzioni artistiche si basano sulle principali forme geometriche che lui trasforma e decompone con la precisione matematica. Marton Davis ha usato, nel 1979, una costruzione di Šimunović come l`illustrazione per la sua opera “Parlando matematicamente”. Šimunović se è occupato, anche, del disegno e della scenografia televisiva, delle illustrazioni e delle caricature, dell`arredamento dell`interno e di altre soluzioni applicative, però la parte più importante del suo opus si riferisce alle visioni ossessive dell`al di là, alle costruzioni precise dei quadri polimorfi, alle invenzioni ingegnose. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Gabriele Gottoli di Verona – Italia.

27. Aurel Kostelić (1933 – 1996) – professore ordinario alla Facoltà di costruzione di macchine e costruzione navale. È nato a Otočac. Si è laureato alla Facoltà di costruzione di macchine e costruzione navale di Zagabria dove ha preso la laurea di dottore (1975). Nel suo lavoro didattico ha introdotto una serie di nuove materie: “Applicazione dei calcolatori elettronici”, “Formazione dei prodotti”, “Costruzione per mezzo dei calcolatori”, “Scienza della costruzione”, “Informatica e modellatura” e “Teoria dei prodotti”. È stato fondatore delle Esercitazioni per la costruzione mediante computer alla Facoltà. È stato ospite come scienziato alle università straniere (Houston, Los Angeles, Roma, Milano, negli studi post-laurea del Centro europeo per la pace delle Nazioni Unite (ECMIR), ha partecipato nella fondazione degli studi di elettro-costruzione di macchine all`Università di Osijek. Nei circoli scientifici internazionali, il prof. Kostelić è la figura riconoscibile come promotore della Teoria dei prodotti che ha sviluppato come membro dell`Associazione internazionale WDK (Workshop Design Konstruction), nonché come membro del Comitato di redazione internazionale del periodico “Journal of Engineering Design”. Kostelić ha avuto anche il talento musicale, era un bel baritono ed ha cantato, per un certo periodo, nel Coro musicale accademico “Ivan Goran Kovačić”. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore Nikolay Borisovich Burtasenkov della Russia.

28. Slavica Maras-Mikulandra (1933 – 2010) – attrice televisiva, teatrale e cinematografica croata, nonché poetessa, nata a Otočac (Croata, nata a Otočac – sottolineava sempre con fierezza).Ha frequentato gli studi dell`arte drammatica all`Accademia dell`arte drammatica di Zagabria, laureandosi nella classe del prof. Branko Gavella e di Georgije Paro. Con il marito Marko Mikulandra ha avviato e condotto il noto teatro zagabrese “Off Theater Bagattella”. È stato il primo teatro off in Croazia, il contrappunto totale ai grandi teatri tradizionali con il repertorio classico. Un altro grande merito di Slavica Maras è stata la fondazione della prima accademia teatrale indipendente, la Scuola d`arte drammatica dell` “Off Theater Bagattella” dalla quale sono uscite molte “stelle” del teatro e del cinema. Slavica Maras è stata una personalità plurivalente. Ha fatto pubblicare le raccolte di poesie intitolate “Constatazione di una gatta”, “Tracce del coccodrillo”, “Quattro muri della vita” e “Al mio secolo”. Ha registrato i dischi e i CD con le canzoni e le recitazioni. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Carlos Roberto Monge Gonzales del Messico.

29. 133-esima Brigata di Otočac – Il comando ufficiale di costituzione della 133-esima brigata di Otočac di ZNG è arrivato il 19 ottobre 1991. Le prime iniziative del medesimo risalgono nella metà di luglio 1991. Grazie al sequestro delle armi dopo la conquista della caserma di Otočac, la brigata, insieme alle formazioni della polizia, parte per liberare Brlog, Rapajin Klanac, Rapajin Dolac, Ponor, Gorić, Prokike e Hrvatsko Polje. Dopo questi successi in novembre, insieme alla 111-esima brigata di Fiume ed alla Prima brigata occupa Drenov Klanac e Staro Selo e poi Tukljace e Novo Selo. Insieme alla 111-esima brigata occupa Čanak. In autunno 133-esima brigata ZNG ha cambiato il suo nome in 133-esima brigata dell`Esercito croato (HV). Nel 1994 la brigata è stata riorganizzata in 133-esimo reggimento della milizia territoriale ed, infine, nel 1995 detta formazione è stata definitivamente sciolta. Alla 133-esima brigata di Otočac di ZNG/HV cioè ai suoi combattenti bisogna ringraziare per la difesa di Otočac e di altre località circonvicine con la popolazione prevalentemente croata. Grazie a questa brigata è stata impedita l`avanzata della cosiddetta Armata popolare jugoslava (JNA) e delle forze di guerriglieri serbi e sempre grazie ad essa il numero dei profughi croati locali è stato ridotto al minimo. L`emblema della 133-esima brigata ZNG è stata eseguita dallo scultore Janko Mošnja di Pola (Pula) – Croatia.

30. Egon Matijević (1922–2016) – chimico, scienziato con la riputazione mondiale, nato a Otočac (lui lo sottolinea sempre nelle sue biografie). Ha frequentato la scuola media ad Osijek e ha terminato gli studi alla Facoltà di tecnologia di Zagabria dove ha preso la laurea di dottore nel 1948. Come scienziato ha iniziato a lavorare alla Facoltà di matematica e di scienze naturali. Nel 1956 è andato all`Università di Cambridge dopo di che è andato negli Stati Uniti a Potsdam, all`Università Clarkson dove è rimasto a lavorare fino ad oggi. Le sue opere scientifiche si riferiscono in prevalenza alla particelle colloidali le quali oggi trovano la vasta applicazione nell`industria farmaceutica, nell`industria della carta, nella produzione dei detersivi e delle sostanze chimiche artificiali ed altro. L`opus scientifico di Matijević comprende circa 500 opere. È stato premiato con molti riconoscimenti tra i quali risaltano quattro dottorati d`onore. Nel 2002, all`Università Clarkson è stato istituito il premio per la chimica “Egon Matijević”. Matijević è stato molto attivo nei circoli degli intellettuali americani di origine croata in merito all`aiuto ed al riconoscimento della Croazia come stato autonomo e indipendente. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore accademico Ivan Briski di Zagabria (Zagreb) – Croatia.

31. Dražen Bobinac (1953 – 2010) – politico, nato a Otočac. Diventa noto al vasto pubblico per la sua carriera politica. Si impegna tra i primi nel partito “Unione democratica croata” (HDZ, è uno dei fondatori del primo comitato HDZ sul territorio di Gacka, Lica e Corbavia (Orbava) in gennaio 1990. Alle prime elezioni democratiche è stato eletto come delegato nel Consiglio dei comuni del Parlamento. In base al sistema di rappresentazione è stato deputato parlamentare per altri tre mandati. È stato attivamente incluso nella difesa della patria a Gacka ed ha ottenuto il grado di brigadiere. Nel 1993 è stato eletto come il primo sindaco di Otočac ed è rimasto in detta carica in tre mandati. Il bassorilievo è stato eseguito dallo scultore Šime Vidulin di Pola (Pula) e dallo scultore accademico Ivan Briski di Zagabria (Zagreb) – Croatia.

32. Città di Otočac – la città di Otočac è stata fondata nel 1992 in base alla Legge di amministrazione locale e di autonomia. La costituzione della città di Otočac è stata effettuata il 10 aprile 1993 e così la città di Otočac ha ottenuto lo status della città per la terza volta nel corso della sua storia. Su un cubo del Parco di Gačani della memoria croata è stata incisa la data del 5 marzo 1460 quando il Papa Pio II proclamò Otočac “civitas” cioè la città affinché in essa potesse risiedere la Diocesi di Otočac. La seconda volta quando Otočac fu proclamata la città (comunità militare) fu nel XVIII-esimo secolo ai tempi dei Confini Militari e del Reggimento di Otočac n. 2. Ed infine, la terza volta Otočac fu proclamata la città nel 1993. Siccome di Otočac appare già sulla Lastra di Bescanuova (v to vrime biše Mikula v Otočci sa svetuju Luciju v jedino) alla fine dell'XI-esimo secolo, detta denominazione si ripete si ripete, nel corso del Medio Evo, in tutta una serie di documenti antichi. Una volta detta denominazione appare anche come “terra” (terra Otozaz), per assumere, più tardi, il carattere di città (castrum Othochach) fino all`inizio del XIV-esimo secolo. In ogni caso, Otočac come villaggio esiste da sempre. Le ricerche archeologiche recenti confermano che sull`isoletta sulla quale fu costruito il borgo (la fortezza) di Otočac sono stati ritrovati i resti archeologici che testimoniano dello strato preistorico. Con questo, l`esistenza di questo villaggio si scosta nel passato di oltre mille anni e così lo si può annoverare tra quei villaggi croati aventi la storia della vita continua di alcuni millenni. Lo stemma della città di Otočac è stato eseguito dallo scultore Marčelo Starčić di Canfanaro (Kanfanar) – Croatia.

 

KUU Gacka

Ličko Lešće si trova sulla riva sinistra del fiume Gacka, lungo la strada che da Otočac va a Gospić, e attraverso il paese passa la ferrovia. Lešće un paese situato nella valle di Gacka tra le colline di Kapela e Velebit, circondato da catene montuose su tre lati. Le tracce di vita sono conosciute dal Mesolitico, e nei giacimenti a Pećina, sono trovati i resti che risalgono al periodo che va dal 10000 al 4000 a.C. I numerosi resti delle ossa animali carbonizzate e le ossa sulle quali si vedono le chiare tracce di strumenti di pietra parlano della cultura materiale del Mesolitico. A Lešće vivono gli Iapodi della tarda età del bronzo, e di questo testimoniano i resti di ceramica trovati a Pećina. Lešće fu abitato in epoca romana e l'inizio del periodo croato. Dal periodo romano provengono le due basi di calcare con i testi scritti in onore degli imperatori Traiano e Žaugust. A Pećina sorge il ruscello limpido e pulito Kostelka (Tepli potok – Caldo ruscello), e diversi più piccoli ruscelli adatti per la pesca.

Al centro del paese si trova la chiesa barocca della Madonna di San Rosario (popolarmente conosciuta come San Lozarija) dal 1700, che è stata ristrutturata nel 1786. La chiesa ha altari rococò, pulpito, battistero e antichi oggetti liturgici conservati. Nella parte superiore di Lešće si trova la chiesa di San Francesco del 1721, e nelle pareti della chiesa sono incorporate le pietre con le rovine dell’Arupium romano, dove si possono leggere frammenti di testi latini.

In questa zona arrivano i Croati, che si stabiliscono a Ličko Lešće dove vivono anche oggi. I Croati portarono con sé la loro cultura e i costumi. La vita culturale era fortemente espressa tra la popolazione. Non esistono le testimonianze scritte della vita culturale degli abitanti del paese, che potrebbero testimoniare circa le abitudini di suono, canto e ballo.

Un gruppo organizzato di vita culturale, appare nel 1928 sotto l'egida del "Seljačka sloga" (L'unità dei contadini) Ličko Lešće.

Si stabilisce il gruppo di folclore e di tamburice "Javor". L'iniziativa per la fondazione di questa società è partita da Delko Bogdanić il figlio di Ilija Bogdanić, uno dei più grandi imprenditori a Lika. Ai fini del gruppo di tamburica la famiglia Bogdanić compra tutti gli strumenti di tamburica necessari. Delko Bogdanić insegna ai giovani di suonare le tamburice, e presto dai molti giovani che avevano il talento e hanno lavorato presso la segheria a Lešće, nella proprietà di Bogdanić, si forma un ottimo coro e un gruppo di tamburice. Qui si distinguono: Frane Marić (Đukan), Mate Vašarević (Mrka, Golubica come cantante), Mate Vašarević (Šajan), Ivan Marić (Starešina), Tomo Orešković (Tomac), Dragan Ostović (Babić), Stjepan Ostović Draganov brat, Marko Babić (Markus), Frane Kovačić (Dancik), Nikola Dujmović (Knez), Joso Ladišić (Šnjapar) e Stjepan Orešković (Stipurina come cantante).

Le prime esibizioni pubbliche sono realizzate a Ličko Lešće, Sinac e negli altri paesi del comune di Sinac, e più tardi nelle zone dei comuni di Otočac, Perušić, Gospić e Senj. Partecipano alla rassegna di folclore della creatività a Zagabria. Nella rassegna di folclore a Zagabria, in particolar modo con il suo canto e l'aspetto del robusto montanaro di Lika si distingue Stjepan Orešković (Stipurina). L'immagine di questo eroe da Ličko Lešće da anni è sulla copertina del Patrimonio culturale del popolo croato, il giornale che si stampa a Zagabria. Sotto l'immagine scriveva Mane di Popina, che non era vero, perché durante la dittatura del re Alessandro, e non era auspicabile trovare sul giornale il nome di Stjepan Orešković di L. Lešće.

Seljačka sloga nel 1936 costruisce la casa a Vrilo, dove si creano le condizioni ancora migliori per il lavoro di questi due gruppi, e dopo che il mercante Perica Pleša costruisce edificio (l'odierno ufficio postale) dove ha aperto un negozio e dopo pochi anni a causa di debiti ha fallito, l'edificio si era trovato a un'asta pubblica e la comprata Seljačka sloga, dove ulteriormente si svolgeva la vita culturale di Lešće. Lavoro di "Javor" durò fino alla seconda guerra mondiale. Quasi tutti i membri di questa società hanno lavorato da Ilija Bogdanić, in modo che suo figlio Delko poteva prendere i dipendenti dal lavoro e pagarli la giornaliera per gli interessi di "Javor" e promuovere la cultura del paese Lešće nelle altre parti della Croazia. Negli anni trenta fu un periodo di risveglio nazionale del popolo croato sotto la guida del dott.Vlatko Maček, che si è concluso con un accordo di Cvetković-Maček ed è stato creato il Banato della Croazia.

Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale a Lešće scomparve il suono della tamburica e altri aspetti della vita culturale gli insegnanti Milan e Mandica Sabljak innescano di nuovo la vita culturale. Riuniscono i giovani nel folclore e il teatrino di prosa. Le prove si svolgevano nella scuola accanto alla chiesa. Presto si uniscono a loro Franjo Marić (Đukan), Ivan Marić (Starešina), Tomo Orešković (Tomac), Stjepan Kolak (Žiža), Dane Kovačić (Trapan), Dragan Ostović e altri. Si praticava il ballo tondo, canto di tamburica e il canto in gruppo maschile corale. Si fanno i preparativi per la prima rassegna di folclore a Zagabria nel 1947. Il gruppo culturale guidato da Stjepan Kolak (Kekljin) parte per la rassegna di folclore a Zagabria.

Dal gruppo di canto maschile si distinguono i cantanti Franjo Orešković (Stipurina), Stjepan Orešković ballo tondo di Lika - KUU Gacka - Ličko Lešće (Stipurina), Dane Kovačić (Trapan), Jure Marković (Bracan), Milan Jakšić (Jovan), Ivan Jakšić. Stjepan Orešković (Stipurina). Nella rassegna di folclore a Zagabria cantano la canzone " Oj Livado zelena bujado " ("Oh prato verde cresci rigogliosamente"), e Dane Kovačić (Trapan) canta la canzone "Čuvam ovce i sjedim u ladu i studiram za koga da me dadu" ("Tengo le pecore e mi siedo nell'ombra e sto studiando per chi me lo danno"). Il gruppo di folclore ha ballato il ballo tondo di Lika e hanno suonato con le tamburice "Junak sam iz Like ja" ("Sono un eroe di Lika"). Nel gruppo di folclore si distinguono: Manda Kolak (Rođina), Francika Kolak, Kata Kolak, Mandica Orešković, Luca Orešković. Con la creazione della cooperativa di contadini in Yugoslavia comincia il progetto della costruzione delle case cooperative nei paesi. Così, a Ličko Lešće fu costruita la casa alla fine del 1949. Con la costruzione della casa si creano le condizioni per una vita culturale più fiorente nel paese, che a quel tempo era davvero carente.

Con la partenza dell'insegnante Milan Sabljak di Lešće a Zagabria si crea il vuoto dell'attività culturale, ma pochi giovani entusiasti come Dane Orešković (Tomac), Tomo Orešković (Tomac), Milan Kolak (Nanika), Ivan Marić (Miloš) e gli altri organizzano la danza della domenica nella Casa in Ličko Lešće. Questo gruppo non è organizzato, ma lo fanno di propria iniziativa, fino all'arrivo di Stevica Uzelac che diventa il direttore della scuola e Mandice Šerić, che insegna gli studenti a suonare e ballare il ballo tondo di Lika. Sotto la guida di Mandica Šerić gli studenti provenienti da Ličko Lešće partecipano alla rassegna (Slet) a Otočac che si svolge sul campo di calcio. La Casa della cultura dell'Università nazionale gli studenti della scuola primaria di Ličko Lešće ballano il tondo "Ej mati, mati" ("E mamma, mamma").

Nei primi anni sessanta a Lešće arriva Željko Pavelić (Buban) insegnante di Otočac. Lui insegna subito gli studenti a suonare la tamburica e stabilisce un grande band di tamburice composto dagli studenti. Da questo band sono usciti suonatori di tamburica molto rilevanti che hanno coltivato tamburica fino all'istituzione del KUD di Ružica Brkljačić. Sotto la guida di Stevica Uzelac e Mandica Šerić opera il teatrino di prosa. Con il teatrino di prosa opera anche il folclore e il gruppo di tamburica. Praticavano lo spettacolo drammaturgico "Klupko" di Pero Budak è questo spettacolo con il gruppo di folclore e tamburice realizzano un numero significativo dei debutti. Nel teatrino di prosa si sono distinti con la loro recita: Manda Kolak Ćuić, Stjepan Kolak, Nikola Bodlović (Režo), Katica Uzelac (insegnante), Ankica Vukmanić (insegnante) . Recitano a Lešće in occasione delle principali feste nazionali (1 maggio, Festa della Repubblica, Capodanno, Festa della Donna). Si esibiscono a Donje Kosinje Švici e Sinac. Alla fine degli anni sessanta scomparve qualsiasi attività culturale del paese. Qualcosa si terrà a scuola grazie a Mandici Šerić. Nel 1972 dopo essere stata ristrutturata la casa a Lešće si svolge l'attività dell'Associazione croata degli scout "Niente ci può sorprendere" nel paese. In quest’occasione, Branko Ćuić, Živko Marić, Joso Marić, Dane Čop, Tomo Kolak e Tomo Grčević con pochi appassionati si sono riuniti e raccolgono nel paese le tamburice sopravvissute e organizzano serate di danza con le tamburice. Dai soldi guadagnati comprano le tamburice dall'artigiano " Stephen Gilg " a Sisak. Il loro lavoro restituisce una nuova speranza per la rinascita della vita culturale nel paese. È stato seminato il nuovo seme che Joso Marić (Đukan) tiene fino alla costituzione del KUD "Ružica Brkljačić".

Tutti i periodi che non erano attivi, solo alcuni entusiasti suonano su prela e čijane e cosi la tradizione si era mantenuta. Dopo la seconda guerra mondiale fino alla fondazione di KUD "Ružica Brkljačić" la vita culturale si svolge sotto il patronato della scuola primaria. Gli insegnanti hanno un ruolo notato perché loro sono promotori di tutte le attività della vita culturale. La gioventù del paese Lešće attraverso la loro organizzazione, l’Associazione della gioventù partecipa anche nella vita pubblica e culturale. Anche se a volte del tutto inattiva, l'Organizzazione giovanile, contribuisce in modo sostanziale alla conservazione del patrimonio tradizionale della vita culturale nel paese. Nel 1980, appare la necessità di organizzare un KUD nel paese. È stato fondato il 20 aprile nel 1980 nella scuola primaria a Ličko Lešće. Si riunisce un gruppo di entusiasti per stabilire KUD.  Il 20 aprile nel 1980 si riuniscono i seguenti abitanti del paese per stabilire il KUD: Mićo Orlović, Dragan Orešković (Paja), Dragan Orešković (Belaš), Luka Orešković, Dane Čop, Tomislav Madžar, Tomislav Jergović (Trumba), Franjo (Mićo) Rupčić, Orešković Ivan (Buco). L'assemblea costituente ha eletto il primo presidente Dragan Orešković (Paja), il segretario Tomislav Madžar e il tesoriere Branko Vašarević. Si riuniscono nel paese tutti quelli che sapevano suonare la tamburica e tutti quegli uomini e donne che sapevano cantare. Avevano le provare di canto nelle aule della scuola primaria e con quelle canzoni KUD andrà nella presentazione delle tradizioni popolari dei dintorni di Lika e altre regioni croate, così come nei paesi esteri, ove organizzano gli spettacoli per i nostri operai che sono là per il lavoro temporaneo. Da quelli che suonano le tamburice si riuniscono: Frane Marić (Đukan), Joso Marić, Mate Kolak (Žiža), Dragan Orešković (Belaš), Tomislav Jergović (Trumba), Mile Polić, Tomo Kolak (Žiža), Mile Vuić, Dane Čop, Jurica Ostović, Ivan Orešković (Šinđa), Josip Žanić (Čiko), Biserka Tonković, Nevenka Bobinac, Ružica Marić Mandica Šerić, Ana Čop, Nada kraljić, Ivan Orešković (Buco), Milan Jakšić, Milan Orešković Drago Adamović, Josip Žanić (Čikin), Anka Kolak (Žižina), Jadranka Gomerčić, Janja Kraljić Franjo Rubčić, Nikola Kraljić, Tomica Kraljić, Ankica Dujmović (Vidova).

Nel 1982 si registra il primo disco con brani originali che parlano di Lički Lešće. Nel 1984 esce un'altra cassetta con le canzoni. Il KUD si esibisce due volte in Svizzera, Otočac, Gospić, Pašman, Ogulin e in altri luoghi. Nel 1986 è registrata una trasmissione per la Televisione di Zagabria " Divani di Lika", in cui ha partecipato anche il KUD. Nel 1986 è stato registrato il primo nastro video, dove è mostrata čijana, la canzone "Oj livado zelena bujado" ("Oh prati verdi rigogliosi"), "Oj medvjede gorska životinjo" ("Oh l'orso, l’animale di montagna") e le altre. Lo stesso anno si esibisce KUD nella trasmissione televisiva "Oj slobodo bistra vodo" ("Oh libertà acqua chiara"). Dragan Belaš stabilisce la scuola di tamburica e raccoglie i giovani di età scolare e li insegna a suonare la tamburica. Nel 1994 Mato Čop il direttore "dell'Industrogradnja" di Zagabria rinnova la casa a Vrilo che ha costruito Seljačka sloga nel 1936. Dopo il restauro, la casa diventa la proprietà di KUD. La Casa nel centro di Lešće dalle ragioni inspiegabili è registrata sulla Cooperativa agricola di Otočac. Alla fine degli anni novanta del secolo scorso la Cooperativa agricola a Otočac subisce la stessa sorte di tutti gli altri stabilimenti produttivi in zona di Otočac e viene liquidata. La Casa è stata costruita con il lavoro volontario degli abitanti e con i loro contributi.


Grazie a Mate Čop la Casa ristrutturata a Vrilo consente ai locali e al KUD di avere una propria stanza dove si possono liberamente radunare. Mate Čop, all'istituzione di KUD nel 1980, è lo sponsor principale di tutti i principali concerti e audio e video registrazioni. Mato Čop per il resto della sua vita era un presidente onorario di KUD. Al periodo della guerra civile le attività di KUD scompaiono perché i membri del KUD sono attivamente coinvolti nella difesa del paese e nelle altre regioni croate. Nel 1994 si riuniscono di nuovo i membri di KUD e ricominciano il loro lavoro. Alla sessione dell'Assemblea KUD cambia il nome dal KUD "Ružica Brkljačić" al nuovo nome dell’Associazione Culturale e Artistica "Gacka" Ličko Lešće. Per i presidenti sono eletti Franjo Rubčić, Milan Matasić (Prća), Ivan Orešković (Šinđa), Darko Orešković (Mićanov), Tomo Jagodić (Tule), Julica Banić (Brižanova), Tomislav Jergović (Trumba), Tomo Jagodić (Tule) per due mandati e Đurđa Orešković dal 2009.

Dopo le prove del repertorio KUD si esibisce presso: La rassegna di contea del folclore a Otočac, i Giorni di pane a Gospić, Karmenica a Kutarevo e l'autunno di Vinkovci due volte, la rassegna di folclore a Zagabria nel 1998, la rassegna di folclore tra le contee a Gradiška, le serate di Lika a Slavonski Brod 1997, '98, '99, 2000 a Slavonski Brod "Prošarica", 2003 e 2006 a Slavonski Brod, il gruppo corale per gli uomini a Ivanić Grad, gli spettacoli a Otočac durante la Giornata della città, evento Perušić "Ide jesen, ide ličko prelo", ("Sta arrivando l'autunno, arriva la filatura di Lika") Ostrovački Lišani, Sibenico, Mirlović Zagora, Jalžabet "Šljingani dani" ("I giorni di Šljingani"), in Svizzera due volte, Stoccarda, il KUD ha gli spettacoli a Ličko Lešće in occasione della festa della chiesa nelle messe solenni a Sinac.

Tomo Jagodić-Tule ha lanciato un'iniziativa al Ministero della Cultura, per la tutela del patrimonio culturale immateriale nel canto ojkanje e rozganja. Il Ministero ha inviato una proposta all'Unesco, che viene accettata e KUU Gacka ottiene la Carta per la Protezione dei Beni Culturali (Oj medvjede gorska životinjo). La presidentessa del Governo Jadranka Kosor il 20 febbraio del 2011 ha consegnato la Carta a Tomo Jagodić-Tule.

Questa storia è stata scritta secondo i ricordi dei figli dei più grandi che non sono più tra i vivi, secondo la memoria dell'autore basandosi sulle storie di queste persone, ma anche su memorie di alcuni membri del KUD. Tutti coloro che leggono quest’articolo e sanno qualcosa secondo i racconti dei loro cugini, padri, nonni o vicini di casa possono fare i loro commenti e suggerimenti per migliorare questo testo a inviare a e-mail la Società dei Ciechi e degli Ipovedenti della contea di Lika-Senj o sull'indirizzo KUD Gacka a Lički Lešće. Dopo aver raccolto i dati aggiuntivi, s’impegna a scrivere un libro sul lavoro di folclore che sarebbe la prima volta che compare in un libro su Ličko Lešće che gli stessi abitanti di Lešće hanno scritto.

Indirizzo:KUU "Gacka"
53224 Ličko Lešće
Hrvatska

Conto IBAN: HR 30 2402006 1100132554

 

Fattoria di famiglia a Otočac

 

FATTORIA DI FAMIGLIA BOGDANIĆ

Luka 2, Otočac

099-597-3968

Prerađevine od voća ( pekmezi, sokovi, džemovi)


 

FATTORIA DI FAMIGLIA MARINIĆ 

Ivana Mažuranića 10, Otočac

med -053-773-191


 

FATTORIA DI FAMIGLIA BUTINA

Kuterevo 21a

053-799-607

Drvenina  

 

KUD Lipa

La produzione di formaggio in Otočac

 

PRODUZIONE DEL FORMAGGIO RUNOLIST

Špilnički odvojak 5, 53220 Otočac

Tel+385 53 771 177,

Web: www.sirana-runolist.com.hr

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PRODUZIONE DEL FORMAGGIO EKO GACKA

M. Krleže 21. 53220 Otočac

Tel./Fax. 053 / 772 581 Mob. 098 / 768 220

Web: www.sirana-ekogacka.hr

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Fonti di Gacka - Majerovo vrilo

Su Gacka e su suoi affluenti funzionava una sessantina di mulini durante il 20° secolo, e oggi solo alcune delle fonti a Sinac ancora esegue la sua antica funzione di macinazione utilizzando la forza motrice di questo fiume. L'equilibrio e la collusione tra uomo e natura, come l'oggettivazione della loro armonia e cooperazione, conservano la memoria di uno dei vecchi, mestieri estinti.

Pietre da mulino sui ponteggi Sinac sbattevano incessantemente, accompagnato dallo scroscio e il suono dell'acqua, giorno e notte, tutto l'anno. La maggior parte dalla raccolta entro la fine dell'autunno, e al periodo dei grandi flussi o bassi livelli d'acqua del fiume Lika, qui per macinazione si viaggiava per ore da aree remote Krbava e Lika. Il grano era trasportato su un carro di buoi o tipo di briglie (samarice), e durante l'inverno sulle slitte, quando la carrozza e cavallo era ancora una rarità. Tutto era pieno di movimento, di vita e di persone; sui ponteggi venivano e aspettavano la coda per la macinazione anche venti treni. Quasi irreale in questo quadro, dalla macinazione, una volta ricco, oggi ormai morente villaggio. La sua macinazione autoctona, secoli di esperienza si è detenuta non solo come un modo di gestire; con i mulini sono state scambiate conoscenze ed esperienze, rafforzati i collegamenti e le amicizie, si sviluppa la comunicazione con un sacco di scherzi e risate.

Per la macinazione si doveva aspettare, così i contadini trasportavano il grano, portavano cibo e il fieno per il bestiame. Se si doveva aspettare più a lungo, e per il turno si aspettava anche due o tre giorni, mugnaio si prendeva cura del loro soggiorno, dandogli cibo e riparo. Doveva dare del fieno al loro bestiame e fare tanto pane al giorno. Doveva tenere per la sua reputazione, tenere d'occhio il mais, per macinare sempre finemente. C'erano dei mugnai che gli era importante solo che la macinazione finisse al più presto e di addebitare il suo servizio. Così sembrava che la macinatura era la fonte di denaro facile e di un reddito sicuro, ma pietre di mulino dovevano essere mantenute. Ogni pochi giorni, secondo la quantità di macinatura, si doveva allungare e affinare con la sbattitura le pietre, e solo mugnai qualificati sapeva scolpire la pietra, sistemarla in uno stampo circolare fatto di assi e versare la resina, e quando s’indurisce, inchiodarla con gli anelli di latta.

I mulini avevano i diversi comproprietari che secondo il calendario concordato avevano diritto ai guadagni di una singola pietra di mulino. Essi "tenevano la coda", e il diritto di ricevere la linea di successione e donazione o si acquisivano con l'acquisto di titoli azionari. Anche le ragazze lo ricevevano in dote.

Oggi, all'inizio del nuovo secolo, sulle fonti di Gacka mulini ancora resistono come i resti di architettura popolare, con il clack del mulino.

Venite, vivete e ascoltate la pace dei mulini ad acqua secolari singolarmente o in gruppi organizzati. Per visitare e la dimostrazione della macinazione di grano, lavorazione di stoffa e rotolamento di biljaca si consiglia l'annuncio diretto:

Mugnai: Jure Majer: +385 99 831 4381
Jure Kolaković: +385 99/571-6940

 

KUD Dangubice Kuterevo

08.10.2011.anno. nasce con il desiderio di preservare tradizioni e costumi, canti e danze del suo villaggio e l'intera Kutereva based. Quello che vogliamo preservare dall'oblio è suonare la tambura-dangubica o, come viene chiamato sempre kuterevka discorso originale del suo villaggio. Essi sono stati chiamati dopo Kuterevskoj tambura chiamato kuterevka o dangubuci che lo strumento originale villaggio Kutereva e che è ancora fatta in Kuterevo con la famiglia Šporčić, ovunque, in atto circa 50 membri di età diverse. La CAS opera in diverse sezioni come gruppi Dangubaška, teatro, folklore ..

Abbiamo giocato in vari festival ed eventi, "Kuterevska serata" a Zagabria, il 14 e 15 Festival di Lika-in Otocac, la festa di San Elia in Sinac, 11.Međunarodnoj Festival del folklore originale dal titolo "Il vecchio petto aperto", il marito e la 47 ° Vinkovci Autunno, 5 serate canti di folklore e antiche usanze in Zemunik, la nona festa folcloristica Angelo in Vidusevac e molti eventi caldi e eventi ..

 

Conto bancario: HR9524020061100621989
Capo della società è: Matteo Šporčić; Vice Presidente: Mandic Marinic, Segretario: Lucia Šporčić e tesoriere Mirjana Malčić.

 

Potete contattarci al numero: +385 99 590 7787

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facebook page: KUD "Dangubice" Kuterevo

Ricovero di Velebit per gli orsi giovani

Kuterevo è situato lungo il versante nordest di Velebit, sul confine del Parco naturale Velebit. I residenti di Kuterevo con la silvicoltura si occupano ancora alle prese con il vecchio mestiere - la lavorazione del legno. Kutarevo si trova vicino al Senj - Otočac - Plitvice, e strada Otočac - Krasno - Sv. Juraj passa al confine occidentale di valle Kuterevo.

A causa della posizione geografica della zona densamente popolata con gli orsi del nord Velebit, a Kutarevo è istituito il primo rifugio per giovani orsi in Croazia, come una nuova abitazione per i giovani, abbandonati orsi.

Il progetto di rifugio per giovani orsi (nome popolare: orso di Velebit) ha avviato il Centro croato "Conoscenza per ambiente", e il progetto sul terreno porta avanti L'associazione Velebit di Kutarevo – VUK (LUPO). L'obiettivo principale del progetto è costruzione e realizzazione del primo rifugio croato per i giovani orsi, al fine di assistere efficacemente alla protezione di specie di orsi bruni, e attraverso la formazione della popolazione locale e dei visitatori al Rifugio ha contribuito a sensibilizzare l'opinione pubblica della particolarmente preziosa bio-diversità e la necessità della sua conservazione in questo settore di Parco naturale Velebit.

In Rifugio di Kuterevo lavora un team di amici della natura, che è formato di esperti nel campo della biologia e dell'ecologia, ma anche i laici volontari, motivati dalla loro grande amore per gli orsi. Tutti quelli si occupano disinteressatamente e con molta cura per gli orsi residenti di Kuterevo, al fine di garantire a orsi non solo futuro più sicuro, ma anche le condizioni di vita che sono più vicine alla natura.

Il rifugio di Velebit per giovani orsi a Kuterevo sarà come parte di un centro di visitatori e un punto interessante per la promozione del Parco naturale Velebit.

I primi abitanti del Rifugio: la coppia di orsi Mrnjo Brundo e Janja Zora.

La vostra visita al Rifugio potete annunciare su:
fax: +385 53 799 600
tel: +385 53 799 222
mob: +385 91 583 54 12
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Coordinatori dell'attività: Ivan Crnković - Pavenka
Gestore del progetto: dr. Vladimir Lay
Guida professionale: prof.dr. Đuro Huber

FD Otočac

La società folclorica "Otočac" è stata istituita con decisione del Consiglio amministrativo il 15 settembre nel 1998 chiamato folclore "Gacka dolina", e il nome attuale è stato rinominato nel 2000. Ha circa 70 membri di tutte le età, nella sezione di tambura (specie di mandola), sezione originaria, folclorista e per i bambini. Si prende cura del dialetto ciacava, tradizioni popolari e danze di Gacka e di altre regioni croate.

Il successo ha confermato con una serie di esibizioni in patria e all'estero. Ha partecipato a molti festival folclorici, manifestazioni commemorative, e programmi culturali serali, e ha partecipato nelle riprese di documentari sul patrimonio tradizionale e la serie "Lijepom našom" ("La nostra bella"). Folclore "Otočac" ha registrato l'album del titolo "Rijeka Gacko, ti si naša dika" ("Fiume Gacka, tu sei il nostro onore").

Responsabile della società folclorica di Otočac: Vera Dasović
Numero: +385 98 948 0481
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Centro croato per le specie autoctone di pesci e granchi d'acqua carsica

Centro croato per le specie autoctone di pesci e granchi d'acqua carsica, Otočac è stato fondato nel 2006 a Otočac. I fondatori del centro sono città di Otočac, Camera di commercio Croata, istituto Ruđer Bošković e Gacka d.o.o.  Il centro ha lo status di un'associazione indipendente delle persone giuridiche.

Attività:

  • la ricerca scientifica e professionale delle specie indigene di pesce autoctono e granchi d'acqua carsica in particolare i loro profili genetici e fregola delle uova
  • allevamento dei pesci piccoli per il ripopolamento delle acque carsiche
  • sviluppo di progetti e programmi per l'allevamento commerciale delle specie autoctone di pesci e granchi d'acqua carsica
  • produzione dei marchi

Il centro ha un Consiglio che è l'organo amministrativo principale, il responsabile del Centro è responsabile nei confronti del Consiglio della città. Ciascuno dei fondatori ha un membro in seno al Consiglio del Centro. Relazioni reciproche e i diritti e gli obblighi di ciascun fondatore saranno disciplinati dal piano organizzativo. Piano di marketing sarà attuato attraverso il marketing mix (produzione, prezzo, distribuzione e promozione) per determinare un modo di promuovere la città e la sua presentazione.

Il progetto si preparava per tre mesi per il concorso dell'Unione europea Phare 2005 BRI. Il candidato del progetto è Otočac con i partner: HGK ŽK Otočac, Gacka d.o.o., TZG Otočac e collaboratore IRB, Zagabria. Il progetto è consegnato al concorso nel febbraio 2007 con il valore iniziale del progetto: 722,389.00. Nel mese di ottobre 2007 il progetto ha superato due fasi di valutazione. Dopo un mese di trattative, il valore totale del progetto è ridotto a 630,222.85 (75% EU, 25% candidato e partner), e sono state espulse due assistenze tecniche, diaria per i collaboratori, manutenzione delle macchine e altro. Il contratto di su finanziamento è stato firmato il 29 ottobre 2007. Il centro è stato inaugurato ufficialmente il 28 novembre 2008.

http://centar-rir.com/

Turistička zajednica Grada Otočca

Kralja Zvonimira 17, 53220 Otočac
Fax: +385 (0)53 - 771 603
Tel: +385 (0)53 - 771 603

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